In primo Piano

Gilda a Governo: intollerabile sovraffollamento aule

Avere 30 alunni per classe non era tollerabile prima della pandemia e non lo è ancora di più adesso con le misure sul distanziamento sociale imposte dall’emergenza sanitaria e l’avanzata impetuosa della variante inglese del virus che contagia soprattutto la fascia scolastica della popolazione. Al Governo e al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che sul tema si è già espresso con toni critici, chiediamo di intervenire con urgenza per arginare l’annoso fenomeno del sovraffollamento delle aule”. Il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, torna a battere su uno dei tasti più dolenti della scuola italiana, inviando a viale Trastevere una richiesta formale in cui sottolinea l’esigenza non più procrastinabile di reperire le risorse economiche necessarie per adeguare i locali attualmente a disposizione per le attività didattiche e per aumentare il numero dei docenti in servizio. “Spazi e organici – conclude Di Meglio – sono le due leve sulle quali bisogna agire se si vuole davvero porre fine all’odioso fenomeno delle classi pollaio”.

Roma, 9 marzo 2021
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

Organici, inaccettabile la mancata riduzione del numero di alunni per classe

Il giorno 22 aprile 2021, alle ore 15.00, si sono riunite in videoconferenza le delegazioni dell’Amministrazione (DG-Personale) e delle OOSS firmatarie del CCNL per discutere il seguente odg: Informativa circolare organici docenti a.s. 2021/2022.

Il direttore Filippo Serra ha illustrato brevemente la bozza di circolare organici docenti per l’a.s. 2021/2022. Il contenuto è del tutto simile a quello degli scorsi anni, così come del resto il decreto con le tabelle già emanato. Rimangono tutti i limiti agli sdoppiamenti delle classi e non vi sono deroghe al numero degli alunni per classe.

La delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti, che già negli anni scorsi aveva giudicato negativamente la mancata riduzione del numero degli alunni per classe, rileva il clima surreale della riunione. Protesta e ritiene, a maggior ragione nel contesto pandemico attuale, irricevibile una circolare che non preveda flessibilità e deroghe alla composizione delle classi per garantire il distanziamento e le indispensabili misure di prevenzione della diffusione del contagio.

Il rientro a scuola in presenza non può avvenire in classi di 27 e 31 alunni stipati in un’aula che già in condizioni normali non garantirebbe la sicurezza. È necessario prendere atto che è indispensabile rivedere i criteri e i parametri per la formazione delle classi e reperire spazi adeguati se non si vuole assistere alla continua fisarmonica della scuola in presenza e in DaD. Per questo non basta mantenere gli stessi numeri dell’organico dello scorso anno, bisogna prevedere un aumento delle dotazioni organiche.

Tutte le OOSS hanno condiviso il giudizio fortemente negativo sulla circolare e hanno chiesto un passaggio politico per verificare se gli impegni assunti nei giorni scorsi si possano tradurre in un cambio di passo sugli organici. A questo si aggiunge la necessità di rinnovare il cosiddetto organico COVID che per essere utile deve essere reso disponibile nella fase di formazione delle classi, a settembre sarà troppo tardi.

Le OOSS hanno chiesto all’Amministrazione i dati relativi all’organico regionale degli ultimi due anni diviso per ordine di scuola, al trend rispetto alla diffusione del tempo pieno, ai posti di potenziamento presso gli UUSSRR e per i progetti nazionali.

In attesa di un improcrastinabile chiarimento politico la riunione è stata aggiornata a lunedì prossimo.

La delegazione FGU-Gilda degli Insegnanti

La FGU Campania boccia il discorso programmatico di MARIO DRAGHI

La poca conoscenza della “reale realtà” scolastica evidenziata nel discorso programmatico del Presidente Draghi merita il voto negativo da parte della FGU Campania. In primis quando si parla di recuperare “le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno” ci si chiede : cosa si intende per “ lo scorso anno scolastico”? L’anno 2019/2020? E’ un anno chiuso ed archiviato, ormai. Ammettiamo, infatti, di poterlo  immaginariamente riaprire, dovremmo far recuperare le lezioni ad alunni che ora frequentano un’altra classe rispetto allo scorso anno? E come si farebbe per i ragazzi diplomati, molti già inseriti nel mondo del lavoro o iscritti all’ Università? Li si richiama a scuola?

 DICHIARAZIONE IRREALISTICA, QUINDI!

Queste le nostre riflessioni introduttive. In merito a tutto il contenuto programmatico esposto in Parlamento e riferito alla scuola abbiamo, invece,  rivolto delle domande alla Coordinatrice regionale della FGU Campania, prof. ssa Antonietta Toraldo

 Come valuta le previsioni rivolte alla scuola italiana del nuovo Presidente del Consiglio?

Molte delle linee programmatiche esposte dal Presidente Draghi ci sono apparse trite e ritrite e le sentiamo pronunciare da decenni dai vari Ministri dell’istruzione specie quelle riguardanti la riforma degli Istituti tecnici, in tanti hanno tentato di ammodernare questo ambito della scuola secondaria senza mai riuscirci .

Tante altre dichiarazioni risultano , poi, irrealizzabili e le analizziamo nel dettaglio:

  • Impossibile distribuire l’ orario di lezione su diverse fasce orarie se non si mette mano ad un piano assunzioni visto che chi insegna al mattino non potrebbe farlo in fascia oraria diversa.
  • La questione recupero ore perse è improponibile oltre che per i motivi già esposti nell ’ introduzione alla presente intervista sia perché non risultano lezioni perse per inadempimenti dei docenti che, anzi, hanno lavorato molto di più e con i mezzi propri dalle loro dimore. Qualora si dimostrasse  ciò si dovrebbe valutare che è stato causato dalla situazione pandemica che ha richiesto chiusura forzata delle scuole dall’ oggi al domani e la rimodulazione dell’intero meccanismo organizzativo adattandolo alle nuove modalità in didattica a distanza. La straordinarietà  della situazione ha causato in tutti i settori lavorativi disagi e opportune rimodulazioni per riprendere il ciclo produttivo. Non si capisce perché si guarda solo al mondo della scuola che si è rivelato, invece, quanto mai pronto ed efficiente ad affrontare l’emergenza.
  • Le difficoltà registrate soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno sono imputabili solo allo Stato che da tempo non riserva al Sud le risorse economiche che meriterebbe per realizzare una scuola idonea ai tempi attuali. Troppe le disuguaglianze di investimenti tra nord e sud che fanno di anno in anno aumentare il divario del mondo scuola tra settentrione e meridione.
  • Anche in merito agli investimenti per la transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale vorremmo ricordare al Presidente che l’abolizione di alcune materie di insegnamento o il privilegiare la scuola dei progetti anziché quella della didattica non è colpa dei docenti che, piuttosto, hanno subito le conseguenze nefaste delle scelte di tanti Ministri poco oculati in tal senso.
  • Il Presidente afferma che è necessario investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni. Vogliamo ricordargli che i docenti si aggiornano costantemente tanto che hanno saputo affrontare il passaggio dalla didattica in presenza a quella a distanza dall’oggi al domani e lo hanno fatto in piena efficienza. La classe docente, checché se ne pensi, è tra quelle più aggiornate del panorama lavorativo italiano.

Molte ed interessanti le critiche efficacemente argomentate e, soprattutto, fondate su  evidenze inconfutabili quelle da lei esposte. Ciò conferma quanto sia distante il mondo della politica da quello della scuola. Quali sono , invece, le proposte che si sente di avanzare al nuovo governo?

Il nuovo governo, se veramente, vuole il bene della scuola italiana deve incamminarsi verso un nuovo percorso. Draghi, che dice di voler essere in linea con l’Europa, iniziasse ad adeguare gli stipendi dei docenti agli standard degli altri paesi con il rinnovo del contratto scaduto dal 2018; contratto  che, a sua volta, fu  varato con aumenti risibili di pochi euro. Attendiamo da vari decenni una equiparazione con i paesi d’Oltralpe. Suggeriamo anche di rendere moderni, efficienti e, soprattutto, sicure le scuole italiane con un adeguamento strutturale degli edifici costruendone di nuovi o adeguando quelli esistenti a misure antisismiche e alle basilari norme di sicurezza.  

Anche eliminare, finalmente, le classi pollaio è  una necessità sempre più evidente  nell’ottica di sicurezza evidenziata con questa emergenza. Inoltre l’ aumento di organico, unitamente a provvedimenti da programmare in tempi giusti, si rende indispensabile per  avviare l’anno scolastico senza ritardi nelle nomine e con i soliti disagi nei primi mesi di lezione. Insomma, per sintetizzare, per  migliorare la scuola bisogna ascoltare chi la scuola la conosce perché ci vive e ci lavora quotidianamente stando a contatto con le mille difficoltà che vi si riscontrano e ridando la dovuta dignità a chi lavora con e per le future generazioni. 

Ufficio stampa Gilda degli Insegnanti di Napoli

Ripresa delle lezioni in presenza ed Esami di Stato

Di Meglio: “Incontro con il Ministero del tutto inconcludente, invariata la situazione sul fronte sicurezza”


Covid: protocolli di sicurezza invariati se non interviene il CTSlunedì 19 aprile 2021
“Una riunione del tutto inconcludente, che lascia invariata la situazione sul fronte sicurezza e non accoglie le nostre istanze”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l’incontro che si è svolto questa mattina tra sindacati e Ministero dell’Istruzione, e convocato ieri in serata con pochissimo preavviso, in merito ai protocolli di sicurezza per la ripresa delle lezioni in presenza al cento per cento e per gli esami di Stato.

“L’Amministrazione – spiega il coordinatore nazionale – ci ha riferito che, in mancanza di una richiesta di modifica da parte del Comitato Tecnico Scientifico, resteranno in vigore i protocolli dell’anno scorso, ovvero gli stessi, va sottolineato, che non sono stati applicati perché i relativi tavoli previsti non sono mai stati convocati. Non c’è alcuna traccia dei tamponi salivari, il tracciamento dei contagi è un miraggio e ben poco è stato fatto per quanto riguarda aule e organico. Appare evidente, dunque, che la riapertura delle scuole rappresenta una scelta politica assunta dal governo senza il supporto di evidenze scientifiche né di interventi mirati a risolvere le questioni più stringenti per garantire la tutela della sicurezza e della salute. A ciò si aggiunge il ritmo troppo lento a cui sta procedendo la campagna vaccinale. A questo punto – conclude Di Meglio – non ci resta che confidare nel meteo, con l’aumento delle temperature che, come noto, provoca una frenata dei contagi”.

Roma, 19 aprile 2021
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI